post-thumb-single
09 September
1

Peggy Guggenheim e la sua sensazionale collezione.

Peggy Guggenheim: una vita dedicata all’amore per l’arte e per Venezia.

Trasferitasi a Venezia nell’ estate del 1947, spinta dalla passione per l’arte e con l’insaziabile voglia di incontrare nuove personalità artistiche veneziane, Marguerite Guggenheim, ereditiera americana ribattezzata “Peggy” dal padre, viene invitata dall’ allora segretario generale della Biennale di Venezia Rodolfo Pallucchini, ad esporre la propria collezione.

La XXIV Biennale di Venezia del 1948 rappresentò per  Peggy Guggenheim l’occasione di trasferire la sua collezione d’arte dall’ America all’ Europa. 

E’ proprio nell’ estate del 1948 che la Biennale comincia a ricoprire un ruolo internazionale sulla scena dell’arte moderna e contemporanea con il desiderio di restituire una nuova dignità a quell’ arte bollata come “degenerata” negli anni del Nazismo. Un’esposizione sui capolavori dell’Impressionismo, curata dallo storico Longhi, una retrospettiva su Picasso, dal 1907 al 1942, e una mostra dedicata ad artisti quali Otto Dix, Karl Hofer, e Max Pechstein costituivano la giusta proposta per quell’ intento. Ma è proprio la Collezione Peggy Guggenheim a rappresentare un vero e proprio avvenimento per la Biennale. Mai si era vista fino ad allora in Italia una collezione così rappresentativa di “opere dell’arte non-oggettiva”  con il merito di offrire esempio di tutte le scuole artistiche nate col Cubismo e con l’Astrattismo e continuate con il Dadaismo e col Surrealismo. La collezione offrì agli Europei l’occasione per mettersi al passo con gli esempi migliori delle avanguardie più recenti e per conoscere gli artisti newyorkesi che avrebbero dominato la scena artistica degli anni ’50.

Ed è la Grecia, allora devastata dalla guerra civile, a concedere l’uso del suo padiglione per esporre gli innumerevoli capolavori provenienti da oltreoceano. A rendere omaggio al padiglione della collezionista americana furono sia il Presidente Luigi Einaudi, sia l’ambasciatore americano in Italia James Dunn e l’anziano storico dell’arte Bernard Berenson. Un’immagine scattata da Lee Miller riprese Peggy felicissima durante la visita del critico Lionello Venturi e la stessa Miller descrisse sul British Vogue il padiglione di Peggy Guggenheim come il “più sensazionale” di tutti.

“ [ … ] amavo l’Europa più  dell’America e quando la guerra finì sentii che dovevo tornare per forza [ … ] In viaggio decisi che Venezia sarebbe stata la mia patria futura” .  Una vita per l’arte

A Dicembre del medesimo anno Peggy acquista Palazzo Venier dei Leoni, un edificio incompiuto sul Canal Grande, ne fa la sua dimora e apre al pubblico la sua collezione.  Non si conoscono le precise circostanze che portarono il palazzo a rimanere incompiuto, probabilmente vennero a mancare i fondi,  oppure, la potente famiglia Corner, che viveva nel palazzo di fronte, si oppose alla costruzione di un edificio che avrebbe superato il proprio per grandezza ed importanza.

b  pgc-05

© Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Ph. AndreaSarti/CAST1466

La lunga e incompleta facciata in pietra d’Istria di Palazzo Venier dei Leoni, forma una piacevole interruzione tra i palazzi dal carattere solenne che si affacciano su Canal Grande. Proprio per questa sua caratteristica Palazzo  Venier dei  Leoni è spesso  considerato un palazzo moderno. L’edificio al suo interno possiede  uno dei  giardini più grandi di Venezia. La prima esposizione di Peggy Guggenheim aperta al pubblico a Palazzo Venier de Leoni del 1949 è proprio una mostra di sculture esposte nel giardino.

Nel 1950  Peggy organizza nel Museo Correr a Venezia la prima personale di Pollock in Europa, collezione che verrà poi esposta a Firenze, Milano ed in seguito ad Amsterdam, Bruxelles e Zurigo.

Peggy trascorse trent’anni della sua vita a Venezia, continuando a collezionare opere d’arte e ad appoggiare giovani artisti: la città di Venezia nel 1962 la nominò Cittadina Onoraria.

“Se guardo indietro, penso di essere stata coraggiosa ad aver creduto nelle opere di Jackson Pollock“ Peggy Guggenheim and her friends

f  -  BN000019-horz 1

1 – Peggy Guggenheim a Palazzo Venier dei Leoni con Alexander Calder, Arco di petali (1941, PGC), Venezia, primi anni ’50.  Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio CameraphotoEpoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005. Alle sue spalle Jean Arp, Scarpa azzurra rovesciata con due tacchi sotto una volta nera (1925, PGC).

2 – Giuseppe Marchiori, Giovanni Comisso, Peggy Guggenheim, Emilio Vedova e Giuseppe Santomaso sullo scalone del Comune di Venezia il giorno in cui viene conferita a Peggy la cittadinanza onoraria di Venezia; 5 febbraio 1962. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio CameraphotoEpoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005 

3 – Peggy Guggenheim davanti al padiglione greco della XXIV Biennale di Venezia, dove espose la sua collezione, 1948. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio CameraphotoEpoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005

 

E’ in occasione dell’invito ad esporre la sua collezione da parte del Museo Guggenheim di New York nel 1969, che Peggy decide di donare il palazzo e le opere d’arte alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, creata dallo zio Solomon nel 1937. La donazione della collezione e del palazzo venne formalizzata nel 1976, a condizione che le sue opere rimangano a Venezia.

“Mi preoccupo di ciò che accadrà ai miei dipinti una volta che non ci sarò più. Mi sono sempre dedicata alla mia collezione. Una collezione significa un duro lavoro. Son stata io a volerla e l’ho trasformata nel lavoro della mia vita. Non sono una collezionista. Sono un museo”.  Peggy Guggenheim and her friendsCOLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM, VENEZIA - SPAZI MUSEALI ESTERNI - C

© Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Ph. AndreaSarti/CAST1466  l  Hangar Design Group

HAPPY SPRITZ GUGGENHEIM

© Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Ph. AndreaSarti/CAST1466

Peggy Guggenheim muore nel 1979, le sue ceneri  sono sepolte in un angolo del giardino  di Palazzo Venier dei  Leoni. Il suo impegno nel proteggere  l’arte del suo tempo la rese figura fondamentale nella storia dell’arte del Novecento. Successivamente, la Fondazione Solomon  R. Guggenheim ampliò la casa e la trasformò in uno dei  più affascinanti  musei d’ arte contemporanea al mondo.

La Collezione Peggy Guggenheim conta più di 300 opere ed è una delle  più importanti nel suo genere a livello mondiale. Il museo ospita opere dei più grandi maestri del novecento, tra i quali Picasso, Magritte, Dalì, Chagall, Pollock, Calder ed espone in qualità di prestito a lungo termine, capolavori della Collezione Mattioli, incluse alcune opere del Futurismo italiano da Boccioni a Carrà, da Balla a Russolo, Severini ed altri.

Il Giardino delle Sculture Nasher presso la Collezione Peggy Guggenheim è l’unica sede espositiva in Europa dove sono in permanenza esposte opere della Collezione Nasher, raccolte in più di trent’anni dai coniugi Nasher. La collezione è considerata una delle più importanti e raffinate collezioni di scultura moderna contemporanea al mondo. Il sodalizio tra la Fondazione Solomon Guggenheim e la Fondazione Nasher del 1995 ha consentito il prestito di sculture realizzate dai principali artisti del XX secolo, ed ha reso possibile il completamento del giardino di Palazzo Venier dei Leoni, secondo il progetto dell’architetto veneziano Giorgio Bellavitis.

h 334491d6048d7f7c9dd46dba54590e54-horz 5

Pinterest

COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM, VENEZIA - SPAZI MUESALI 2011

 © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Ph. AndreaSarti/CAST1466

Dall’ Ottobre 2012 la Collezione Peggy Guggenheim accoglie 80 preziosissime opere d’arte italiana, europea ed americana del secondo dopoguerra, lascito della collezionista americana Hannelore B. Schulhof e del marito Rudolph B. Schulhof. Proprio per volontà della Sig.ra  Schulhof le opere donate alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York sono destinate a rimanere esposte in maniera permanente a Palazzo Venier dei Leoni.

Hannelore e Rudolph Schulhof hanno condiviso con Peggy, conosciuta nel 1954 alla Biennale di Venezia , la convinzione che dovessero collezionare le opere del loro tempo e riuscirono in questo con la stessa passione, dedizione e lungimiranza che avevano animato Peggy. Grazie al lascito Schulhof, arricchiscono la collezione della mecenate americana opere del movimento Color field, della Pop art, della Minimal art, insieme ad altri dipinti e disegni europei del secondo dopoguerra. La collezione Guggenheim e Schulhof insieme rappresentano la produzione artistica dai primi del 900 fino agli anni ’70 e ’80.

Oltre alla presentazione della ricchissima raccolta d’arte del XX e XXI secolo, la Collezione Peggy Guggenheim ospita mostre temporanee ed organizza importanti manifestazioni d’arte anche in altre città, beneficiando sia di prestiti da collezioni pubbliche e private che di opere provenienti dalla Fondazione Solomon R. Guggenheim.

Numerose mostre importanti sono state negli anni dedicate a Gino Severini, Stuart Davis, William Baziotes, Giorgio Morandi, Jackson Pollock, Lucio Fontana, Germaine Richier ed altri.

“Ma è il mio destino andare in cerca dell’impossibile. Sotto qualunque forma lo incontri, mi affascina, mentre sfuggo dalle cose facili della vita”. Una vita per l’arte

m  8c2ff70ceb121212398e18017fade9f6

Importante snodo funzionale, che anticipa e segnala l accesso all’ala del museo dedicata alle collezioni temporanee, il Guggenheim Cafè, trova collocazione nella veranda  prospiciente il giardino interno ed è stato recentemente rinnovato  dallo studio Hangar Design Group. Il museo Cafè si presenta come un area relax contemporanea, dove la luce naturale che penetra dal giardino, viene enfatizzata e dialoga con arredi dalle linee sobrie e lievi. Alle pareti sono posti i grandi ritratti fotografici di Peggy, uno sguardo intimo sulla vita della carismatica collezionista, un tributo alla sua memoria cosi determinante per la storia dell’arte del  Novecento. 

n  - 24a6987f7e foto: Andrea Sarti/CAST1466

Durante il periodo primaverile il Museo Peggy Guggenheim  apre il giardino a giovani, studenti, amanti dell’arte e professionisti che tra le opere di Picasso, Magritte, Kandinsky condividono un momento conviviale e al tempo stesso culturalmente stimolante, ascoltando ottima musica e deliziandosi di un buon aperitivo. Una dimensione del tutto inedita e originale per un Museo ma assolutamente contemporanea ed in linea con lo spirito della grande collezionista che amava qui ospitare giovani artisti, collezionisti ed… appassionati.

“Quando arriverà il momento di scrivere una storia, penso che Peggy verrà ricordata come una delle forze vitali per  giovani emergenti”  Alfred H. Barr, storico dell’arte e primo Direttore del Moma di New York  Peggy Guggenheim and her friends

 

 

 

 

 

 

Arch in Donne

About the Author

Bloggers per passione

0 comments

  • […] Giuseppe Marchiori, Giovanni Comisso, Peggy Guggenheim, Emilio Vedova e Giuseppe Santomaso sullo scalone del Comune di Venezia il giorno in cui viene conferita a Peggy la cittadinanza onoraria di Venezia; 5 febbraio 1962. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio CameraphotoEpoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia – Fonte Immagine […]

    Reply

Leave a Reply

Rules of the Blog

Do not post violating content, tags like bold, italic and underline are allowed that means HTML can be used while commenting. Lorem ipsum dolor sit amet conceur half the time you know i know what.